Caltanissetta. Omissione manutenzione depurazione e tasse non pagate su quasi 38milioni di euro: 20 indagati tra Regione, ATO CL6 e Caltaqua

Guardia di Finanza e Carabinieri del NOE hanno scoperto gravi violazioni da parte dell’azienda che con la connivenza dei dirigenti regionali e dell’Ato, omettevano la manutenzione degli impianti di depurazione dei reflui fognari

Di seguito il comunicato stampa della Procura della Repubblica di Caltanissetta, Direzione Distrettuale Antimafia:

“Nella giornata di ieri, martedi 15 maggio 2018, in provincia di Caltanissetta, Palermo e Roma, finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caltanissetta e Carabinieri del NOE di Palermo, su disposizione della Procura della Repubblica di Caltanissetta, hanno notificato avvisi di garanzia e di conclusione delle indagini preliminari a venti soggetti, dirigenti e funzionari del Dipartimento delle acque e dei rifiuti della Regione Sicilia, funzionari ATO CL6, amministratori e manager dell’azienda Caltaqua SpA, società che si occupa della gestione della rete idrica e della distribuzione e degli impianti di depurazione dei reflui fognari in provincia di Caltanissetta.

Le indagini della Guardia di Finanza e dei Carabinieri hanno permesso di dimostrare gravi violazioni perpetrate dai responsabili dell’azienda, molti dei quali cittadini spagnoli, anche inseriti nell’organigramma della societa FCC Aqualia impresa “controllante” della spa nissena con sede legale in Spagna. Con la connivenza di dirigenti della Regione Sicilia, la società nissena aveva omesso la manutenzione degli impianti di depurazione dei reflui fognari pur in presenza di obblighi specifici imposti dalla normativa di settore e pur avendoa disposizione fondi pubblici dedicati proprio all’attività di manutenzione. Di fatto, cio ha causato una mancata depurazione delle acque fognarie che presentavano quindi una carica batterica di molto superiore alla norma, rappresentante quindi in talune situazioni un pericolo per l’incolumità pubblica. ln molti casi le indagini hanno dimostrato che gli impianti di depurazione risultavano in stato di abbandono a tal punto che gli stessi non erano più idonei a garantire una operatività seppur minima. Tutto questo è stato agevolato da varie omissioni dei responsabili regionali e dell’A.T.O. preposti al controllo degli atti di gestione di Caltaqua spa.

La Procura di Caltanissetta ha ravvisato nella condotta degli indagati varie violazioni penali, tra cui il reato di inquinamento ambientale e varie contravvenzioni collegate alla diffusione nell’ambiente di reflui non depurati. E’ stata riscontrata l’omessa esecuzione di quanto previsto dal contratto per Faffidamento del Servizio Idrico Integrato di Caltanissetta, in merito all’obbligo di assicurare il corretto funzionamento della rete di depurazione. Per tale condotta è stato contestato agli indagati anche il reato di frode nelle pubbliche forniture.

Ulteriori reati ambientali sono stati inoltre contestati ai responsabili dell’azienda, per avere di fatto continuato a gestire impianti di depurazione non più funzionanti e privi di autorizzazione allo scarico in quanto quest’ultima era scaduta e non poteva, tra l’altro, essere rilasciata stante lo stato di abbandono degli stessi impianti. Ciò ha configurato una attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, punita penalmente dalla normativa ambientale.

Infine, ai dirigenti pubblici è stato contestato il rifiuto di atti d’ufficio a causa delle loro condotte che hanno permesso ai responsabili della Caltaqua SpA di perpetrare le violazioni sopra descritte. Gli stessi reati ambientali sono stati contestati anche ai funzionari pubblici che, causa l’omesso controllo, hanno favorito e consentito l’inquinamento ambientale causato dalla malagestione della depurazione.
E’ stata anche applicata alla società Caltaqua SpA la normativa sulla “responsabilità amministrativa degli enti” che prevede sanzioni per l’ente che ha beneficiato dei reati commessi dai propri amministratori. I finanzieri di Caltanissetta hanno inoltre avviato una attività di verifica fiscale, basandosi sull’analisi dei documenti contabili ed extracontabili che è stato possibile rinvenire durante le investigazioni. I controlli fiscali del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno permesso di segnalare una base imponibile sottratta a tassazione di oltre 37,7 milioni di euro”.

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